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Quanto spendi in delivery al mese? Fai il conto in cinque minuti

Chiedi a qualcuno quanto spende in delivery e quasi sempre la risposta sarà troppo bassa. Non per distrazione, ma perché la spesa è sparsa in tanti piccoli addebiti che si dimenticano subito. Ecco come arrivare al tuo numero mensile in cinque minuti, a cosa portano le abitudini più comuni e cosa farne.

Perché la tua stima è probabilmente troppo bassa

Quando pensi a un ordine ricordi il prezzo sul menù: la margherita da 7 €, il poke da 11 €. Quello che paghi è un'altra cosa. Aggiungi la consegna, i costi di servizio, magari un supplemento per ordine piccolo e la bibita, e il poke da 11 € diventa un addebito da 17 €. La memoria tiene il primo numero; la banca tiene il secondo.

L'altro motivo è la frequenza. Gli ordini sono sparsi tra pause pranzo, sere stanche e domeniche pigre, a volte su più app e su più carte. Nessuna riga dell'estratto conto spaventa da sola. Spaventa solo il totale.

Online girano tante cifre su quanto spenderebbe "l'italiano medio" in consegne a domicilio. Cambiano molto a seconda di chi è stato intervistato e di come, quindi servono poco. Noi non ne citiamo nessuna: l'unico numero che conta è il tuo, ed è facile da ottenere.

Il calcolo in cinque minuti

1. Apri lo storico di ogni app di consegna che usi e guarda gli ultimi 30 giorni. Annota quanti ordini e il totale addebitato di ciascuno, consegna e costi di servizio compresi.

2. Controlla l'estratto conto della carta cercando i nomi delle app e dei locali. Così recuperi anche gli ordini fatti per telefono o direttamente al ristorante. Quelli pagati in contanti alla consegna vanno aggiunti a memoria.

3. Somma tutto e dividi per il numero di ordini. Ottieni la tua spesa mensile e il tuo scontrino medio, che sono i due numeri su cui lavorare.

Se scavare nello storico ti sembra noioso, stima. Servono due numeri: quante volte ordini in una settimana tipica e quanto costa davvero un ordine tipico, tutto compreso. Moltiplicali, poi moltiplica per 4,33, la media delle settimane in un mese. Oppure salta l'aritmetica e inserisci entrambi nella calcolatrice della spesa in delivery, che mostra il totale mensile e annuale uno accanto all'altro.

A cosa portano le abitudini più comuni

Ecco quattro profili normalissimi, con totali tutto compreso. Sono esempi costruiti a tavolino, non statistiche.

La pizza del sabato: una volta a settimana, circa 25 € per due pizze, due bibite e la consegna. Fanno circa 108 € al mese e 1.300 € all'anno. Per molti bilanci è ragionevole, ed è comunque un numero che vale la pena conoscere.

Il pranzo in ufficio: cinque pranzi a settimana a 11 € l'uno. Sono 55 € a settimana, circa 238 € al mese e più di 2.800 € all'anno, per pasti che portati da casa costerebbero una frazione. È il profilo che si sottovaluta di più, perché ogni ordine sembra piccolo e "necessario".

Il cliente abituale: tre ordini a settimana a 20 €. Circa 260 € al mese e oltre 3.100 € all'anno. Quello di tutti i giorni: cinque ordini a 22 € superano i 470 € al mese e arrivano a circa 5.700 € all'anno. È una cifra che regge il confronto con la spesa al supermercato di un mese.

Il caso del pranzo di lavoro

Il pranzo merita un discorso a parte. Chi lavora in smart working o in un ufficio senza mensa spesso risolve con la vaschetta della tavola calda consegnata alle 13. Il singolo ordine è piccolo, ma la frequenza è alta, e la spesa non viene nemmeno percepita come delivery, perché sostituisce un pasto necessario e non uno sfizio.

Nel catalogo di SemFood la cucina dei piatti del giorno rappresenta proprio questo tipo di ordine. Un locale inventato come Pranzo in Gavetta, cucina operaia con il piatto unico in vaschetta, ha il pollo arrosto con patate a 7,50 € e la lasagna al ragù a 8 €: prezzi da tutti i giorni, non da festa.

Se il pranzo è il tuo caso, confrontalo con l'alternativa reale: cucinare la domenica per la settimana, o la schiscetta preparata la sera prima. L'articolo mangiare fuori o ordinare a casa fa il confronto con più dettaglio.

Cosa fare con il tuo numero

Prima di tutto, decidi se ti dà fastidio. Se il delivery entra comodo nel tuo bilancio e ti compra esattamente quello che vuoi, tempo e riposo, non c'è niente da correggere. Conoscere il numero è già la vittoria.

Se invece ti pesa, confronta la cifra annuale con qualcosa di concreto che desideri: una vacanza, un fondo per le emergenze, una rata da chiudere. Quel confronto fa più di qualsiasi regola. Poi scegli una leva sola: meno ordini a settimana, oppure un costo più basso per ordine. La guida su come spendere meno in delivery le copre entrambe, e quella sul budget mensile per il delivery mostra come fissare un tetto che si riesce a rispettare.

E se ti accorgi che ti piace più scegliere e seguire la consegna che mangiare, SemFood simula l'ordine intero senza addebitare e senza consegnare nulla. Parti dalla calcolatrice e poi scopri i ristoranti di SemFood.

Come faccio a sapere quanto spendo in delivery?

Somma gli ultimi 30 giorni di ordini nello storico di ogni app di consegna, costi compresi, e controlla l'estratto conto della carta. Per stimare, moltiplica gli ordini a settimana per il costo tipico di un ordine e per 4,33, oppure usa la [calcolatrice](/calculadora).

Quanto spende chi ordina il pranzo in ufficio tutti i giorni?

Con cinque pranzi a settimana da 11 € l'uno, circa 238 € al mese e più di 2.800 € all'anno.

Perché il totale è più alto dei prezzi del menù?

Costo di consegna, costi di servizio, supplemento per ordine piccolo, bibite e, spesso, prezzi del menù più alti nell'app che al banco. Su un ordine piccolo possono aggiungere un terzo o più al prezzo del cibo.

SemFood conosce la mia spesa reale in delivery?

No. SemFood è un'app di delivery simulato e non vede i tuoi ordini veri. Ha però un Risparmiometro che somma quanto hai "ordinato" nell'app rispetto agli 0 € che hai pagato.